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L

Camilleri, Andrea

La scomparsa di Patò

"Un tal Andrea Camilleri, sedicente ´autore´ vissuto nella seconda metà dell´Ottocento, ha ordinato dentro un falcione una sfilza di documenti (anche riservati) recuperati dagli archivi. Di lui possiamo dedurre solo che ha dei parenti a Vigàta, probabilmente tre figlie: le ´tre gentili sorelle´, Andreina, Elisabetta e Maria Carmela. E aggiungere che la sua erudizione lo fa pignolo quanto un filologo, fino ad arrivare a chiedere scusa ai lettori per avere inserito nel primo dei quattro classificatori del dossier l´articolo di un professore approssimativo e anche plagiario. La sistemazione cronologica dell´incartamento, che include pagine di giornali, lettere anonime, avvisi pubblici, scritte murali, informative di carabinieri e agenti di questura, planimetrie, verbali di interrogatori, estratti di consigli comunali e scambi epistolari, consente al quadro di composizione di darsi come cronaca in presa diretta; e inventarsi come romanzo giallo, grazie agli incastri delle carte e al governo investigativo. ´Ma unni sinni ì Patò´; ´muri o s´anmmucciò´: è morto, o si è nascosto? È questo il busillis, su cui tutti si interrogano nel romanzo; mentre dalle pagine del giornale antigovernativo di Palermo le ´Autorità inquirenti´ vengono invitate a non limitare le indagini alle ´vicende di un ragioniere oscuramente scomparso´, ma di estenderle ´alla carica che quel ragioniere rivestiva e all´opera bancaria da lui svolta in obbedienza agli ordini del politico consanguineo che a quel posto l´aveva voluto´. La ´faccenda´ può risultare ´merdosa´. Il ragioniere Antonio Patò è scomparso a Vigàta nel marzo del 1890, mentre recitava la parte di Giuda sul palco di una sacra rappresentazione del Venerdì Santo. È stato inghiottito da una botola della macchina scenica, senza che lasciasse traccia di sé. E stato rapito? L´hanno ammazzato? Vaga per le campagne, smemorato? Le ipotesi sono tante. Lo zio del ragioniere è un politicone della specie del conte zio di manzoniana memoria (quello del ´sopire, troncare´); e si dichiara di sasso: ´attonito´ all´annuncio della ´feral novella´, come nel ´Cinque maggio´ la ´terra´ per la morte di Napoleone. Un predicatore, abituato a trincare, scomoda l´anatema lanciato dai moralisti francesi del Seicento contro il teatro e contro gli attori. Un astronomo inglese è convinto che Patò è caduto in un interstizio spazio-temporale. Un archeologo, anche lui inglese, e non meno stravagante, interpreta a modo suo le geometrie dello spaziotempo del fisico e cosmologo Roger Penrose (non ancora nato); e pensa che Patò stia scendendo perdutamente per una scala cosmica. La verità risulterà per niente folle." (Salvatore Silvano Nigro)

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